Le scelte di Bersani

Se un anno fa me lo avessero raccontato, non ci avrei creduto. Fino a qualche mese fa, il Partito Democratico viaggiava con un vantaggio tale da potere programmare con calma la propria politica di governo: poi grazie alla discesa in campo di Monti, la sconfitta alle primarie di Matteo Renzi e la pessima(come sempre) campagna elettorale, il vantaggio è andato sempre più scemando fino a portare la coalizione di centrosinistra a elemosinare alleanze che francamente oggi mi sembrano improbabili.

Ma nel concreto, adesso, cosa può fare Pierluigi Bersani in questa difficile situazione?

Partiamo dall’attuale scenario: un governo senza l’appoggio di forze esterne al centrosinistra, è impresentabile. Cosa fare? Con chi dialogare?

Qualsiasi cosa farà, sarà oggettivamente sbagliata: i suoi avversari, sono già pronti a rinfacciargli il fallimento. Grillo non aspetta altro: nel caso in cui proponga un mega inciucio al PdL “per il bene del paese”, il Movimento Cinque Stelle avrebbe serviti su un piatto d’argento gli argomenti per stravincere alla prossima tornata elettorale.

Quale la via d’uscita? Forse l’unica strada percorribile sarebbe presentare una squadra di governo con dei tecnici(magari anche benvoluti dal centrodestra) capaci di fare qualcosa di concreto nell’immediato, cambiare legge elettorale e riportarci alle urne nel giro di un anno.

In parole povere, un governo con personalità venute dalla società civile, capace di risolvere subito i problemi urgenti che l’Italia ha. Un governo con lo spirito del Movimento Cinque Stelle, senza il Movimento Cinque Stelle. Un governo di tecnici, senza Monti. Un ibrido che vada bene alla maggior parte dei parlamentari.

Facile a dirsi, difficilissimo se non impossibile a farsi.

Se il Movimento Cinque Stelle bocciasse una squadra del genere, Bersani potrebbe salvarsi sostenendo che i grillini hanno bocciato un governo mai visto prima, di cambiamento, e che avrebbe fatto ministri persone stimate dagli elettori.

Penso che per Bersani, l’unica chance sia questa: dopo di ciò, smaltite le urgenze, indire nuove elezioni e sostenere la candidatura di Matteo Renzi, per un vero e strutturale cambiamento.

Oggi la mia speranza è questa, ma visto quello che è successo negli ultimi mesi, non mi stupirei di trovare uno scenario totalmente diverso nel giro di pochi giorni.

L’uomo e il Santo

Torno a scrivere dopo qualche settimana, spinto dalla voglia di fare una riflessione sull'argomento principe di oggi: le prossime dimissioni di Benedetto XVI.

Certo, di commenti, vaticanisti ed esperti saremo sommersi per almeno un mesetto: giá da qualche ora, addirittura, su alcuni siti è possibile scommettere sulla nazionalitá e sul nome del futuro successore di Pietro.

I più papabili(scusate il gioco di parole), sembrano essere i seguenti:

- Peter Turkson, ghenese, 64 anni, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

- Marc Ouellet, canadese, 68 anni, prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Francis Arinze, nigeriano, 80 anni.

- Leonardo Sandri, argentino, 69 anni.

- Angelo Scola, italiano, 71 anni, arcivescovo di Milano.

- Gianfranco Ravasi, italiano, 70 anni, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

Di tutta questa storia, la cosa che mi ha colpito più di tutte, è stata le gente divisa sulla scelta che ha fatto il teologo tedesco.

Chi legge da anni questo blog, sa perfettamente cosa penso dell'operato di Benedetto XVI: l'ho trovato un Papa lontano dalla gente che sicuramente non è stato aiutato dalla popolaritá del suo predecessore, Santo ancor prima di morire.

Alcune opinioni di Ratzinger, alcuni gesti, alcuni silenzi non mi sono piaciuti e non ne ho fatto mistero: detto ciò, chi crede(e non solo), in queste ore sembra interrogarsi sull'opportunitá del clamoroso gesto fatto dall'ex cardinale tedesco.

Ho letto in vari social network, gente bigotta capace di difendere ogni scelta seppure in antitesi l'una con l'altra: in parole povere, appena non si hanno più le forze per andare avanti, è meglio abbandonare e dare l'opportunitá a qualcun altro di prendere il proprio posto, oppure, come nell'esempio di Giovanni Paolo II e di Cristo, portare la Croce fino alla fine?

Penso che Benedetto XVI con questo suo gesto, abbia dimostrato di essere “uomo”. Il Papa che fino a oggi aveva fatto trasparire meno “umanitá”, si é rivelato pastore eccellente e guida per gli uomini, essendo lui stesso principalmente un uomo.

Ha fatto un gesto d'amore per la propria Chiesa, in un'epoca in cui i gesti d'amore spesso vengono criticati o derisi.

La sua scelta coraggiosa va rispettata: ne sentiremo parlare per anni.

Certo, nulla a che vedere con la Santitá di Karol Wojtyla: lui, era e rimane il Santo tra gli uomini.

E' tutt'altra cosa.

Oscar 2013: le probabili nomination

Tra qualche ora, verranno ufficializzate le nomination agli Oscar 2013 che verranno assegnati il prossimo 24 febbraio.

Come ogni anno, ci sono favoriti e pellicole che già hanno ricevuto in America grandissimi consensi. Vediamole nel dettaglio e cerchiamo di capire quante chance hanno di vincere:

- Lincoln di Steven Spielberg: si prepara a fare il pieno. Certe le candidature per miglior film, miglior regista, sceneggiatura adattata, miglior attore e miglior attrice non protagonista. Inoltre, sono molto probabili una buona quantità di candidature tecniche. Potrebbe arrivare anche ad essere candidato a 8/9 Oscar.

- Les Miserables di Tom Hooper: quasi certa la statuetta a Anne Hathaway  per il ruolo di Fantine. La sua interpretazione dura solo una dozzina di minuti, ma i critici concordano nel ritenerla come la vincitrice più accreditata. Certa anche la candidatura di Hugh Jackman come attore protagonista. Il film dovrebbe essere candidato ad almeno 6/7 Oscar.

- Argo di Ben Affleck: sceneggiatura adattata, miglior attore non protagonista e regia, sembrano candidature certe. Potrebbe anche arrivare a 5/6 candidature, con la possibilità di vincere un premio importante come la migliore Regia.

- Zero dark thirty di Kathryn Bigelow: è il film che parla della cattura di Bin Laden. Certe le candidature come miglior film, miglior regia e miglior attrice protagonista. Può prendere anche qualche altra candidatura tecnica. Non dovrebbe superare le 6 candidature.

- Vita di Pi di Ang Lee: dopo aver vinto parecchi premi con i suoi precedenti film, il regista taiwanese ci prova con un genere che probabilmente non è proprio nelle sue corde. Verrà nominato quasi certamente per il film, la regia e la sceneggiatura. Anche per lui, non si prevedono più di 5/6 candidature.

- Silver linings playbook di David Russel: questa è una possibile sorpresa. Partito un po’ in sordina, prenderà quasi sicuramente le nomination come miglior film, miglior attore, attrice e attore non protagonista. Improbabili candidature tecniche, dovrebbe essere candidato a non più di 5 statuette.

- Django Unchained di Quentin Tarantino: film molto particolare, con un cast stellare che omaggia gli spaghetti western. Certa la candidatura a miglior film, alla miglior canzone(musica di Ennio Morricone)e al miglior attore non protagonista. Possibile la candidatura di Tarantino alla regia. Anche qui, previste non più di 6 candidature.

- The master di Paul Thomas Anderson: film con un gran cast, giudicato dai critici un po’ noioso. A parte le candidature agli attori, non dovrebbe andare oltre. Per lui, previste non più di 5 candidature.

Gli altri titoli, restano degli outsider: Moonrise KingdomBeasts of the Southern WildAmour, molto probabilmente vedranno soltanto qualche candidatura.

Non ci resta che aspettare le 5:30 del prossimo mattino, per scoprire quanti di questi film hanno ricevuto effettivamente la candidatura all’ambita statuetta: il primo passo verso l’Olimpo del Cinema.

Elogio dell’imperfezione

Quando muore qualcuno di popolare, c’è sempre la corsa a scrivere il pensiero più originale, la citazione più rappresentativa o comunque la frase più originale per ricordare chi appena scomparso.

In queste ore, è un continuo vedere immagini di Rita Levi Montalcini: della sua attività e delle sue scoperte, non conosco molto. So che vinse il Nobel, che la sua ricerca si è indirizzata verso i fattori di crescita nervosi, ma oltre questo poco altro.

Ci sono due cose, però, che ricorderò della scienziata italiana: qualche anno fa lessi la sua biografia “Elogio dell’imperfezione”. Mi ritrovai in libreria e mi incuriosì il titolo. Lo lessi e ricordo il ritratto di una donna forte, coraggiosa, determinata a rinunciare a tutto pur di essere l’eccellenza nel suo campo.

Altra cosa che ricorderò è la stucchevole polemica con Storace di qualche anno fa. Era l’ottobre del 2007 e il leader de “La Destra”, dopo che la senatrice aveva espletato il suo diritto al voto parlamentare, propose di consegnarle delle stampelle.

La risposta, non tardò ad arrivare(da Repubblica):

Caro direttore, ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito. 

Io sottoscritta, , in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano. 

In qualità di senatore a vita e in base all’articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza. 

Mi rivolgo a chi ha lanciato l’idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia “deambulazione” e quella dell’attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo “i miliardi”, dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza. 

A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse “facoltà”, mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.

Ce ne fossero state di donne così, probabilmente oggi parleremmo di un paese profondamente diverso.

“La morte(non esiste)”, il nuovo singolo di Baustelle

Torno dal mio letargo, giusto per segnalarvi che è uscito il nuovo singolo dei Baustelle “La morte(non esiste)”, anticipazione del nuovo album “Fantasma”, in uscita a fine gennaio.

Questo il brano. Ed è molto bello.

Il risultato delle politiche americane in diretta…

Questa è una mappa che mette a disposizione il Washington Post per seguire in diretta il risultato delle elezioni presidenziali americane. I colori blu e rosso mostrano gli stati che le previsioni del giornale americano attribuiscono a Obama e Romney (SOLID). In rosso chiaro e blu chiaro sono gli stati e i voti meno sicuri ma in cui l’uno o l’altro candidato sono discretamente favoriti (LEAN). In giallo sono indicati gli stati e i voti incerti, quelli su cui si gioca il vantaggio decisivo (TOSSUP).

Da questa notte, man mano che i risultati arriveranno, il Washington Post aggiornerà questa mappa colorando in maniera sempre più evidente i vari stati. Se volete seguire in tempo reale l’andamento della corsa presidenziale, collegatevi a questo blog.

Le primarie, Sky e il pressapochismo politico…

E’ di pochi minuti fa, la notizia che il prossimo lunedì Sky ospiterà(finalmente) un confronto televisivo tra i candidati delle primarie del centrosinistra.

Dico finalmente, visto che la gente ha bisogno di ascoltare programmi e non le continue litigate tra Renzi, Bersani, Grillo e chi più ne ha più ne metta. Questo blog non ha mai nascosto la simpatia verso il sindaco di Firenze: nonostante ciò, prima di tutto ha sempre appoggiato qualsiasi iniziativa di dialogo e libertà di opinione. Lo “scontro” mediatico che ci aspetta lunedì, non può che essere un’ottima notizia per il paese. Paese che forse ha già scordato i rifiuti di Berlusconi a un confronto pubblico che lo vedeva nettamente in vantaggio.

La cosa che fa riflettere, è che un evento del genere non sia stato capace di metterlo in piedi una rete generalista, in maniera tale da renderlo fruibile alla maggior parte degli italiani. Ancora una volta, il nostro desiderio di informazione deve essere esaudito da una tv a pagamento che in questi anni ha surclassato per offerta e qualità qualsiasi altra emittente.

I tempi, sono sicuramente cambiati: se prima il centrosinistra stava al palo, surclassato dalla forza comunicativa del centrodestra, adesso le cose sembrano completamente invertite. Il centrosinistra, si presenta agli italiani seppur con i limiti di un serrato dialogo interno, mentre il centrodestra si presenta con video che dire amatoriali è un complimento.

Se uno pensa ai video elettorali di Silvio qualche anno fa, adesso non può che registrare un calo di qualità notevole nella comunicazione politica.

Andato via Silvio, questi qui non sanno neppure tenere una videocamera ferma e un microfono ben posizionato.

In tutto questo pressapochismo, uno come Matteo Renzi, non può che uscirne vincitore. Lasciando stare la propria visione politica, in confronto agli altri quattro candidati del centrosinistra, il sindaco di Firenze sembra una spanna sopra gli altri. Se poi lo confrontiamo con Angelino Alfano, beh…

Poi uno dice che rimpiangono Berlusconi…

Un veggente di nome internet…

Qualche giorno fa, discutevo con una mia amica del fatto che bisogna capire che quando si scrive qualcosa, si posta una foto su facebook, si inseriscono informazioni in rete, queste possono essere anche utilizzate da chiunque anche senza il nostro consenso.

In poche parole, sembra una ovvietà, ma si discuteva che è inutile lamentarsi se qualcuno prende alcune informazioni su di noi, se queste sono state messe proprio da noi su social network, siti vari o mandati tramite mail. Potenzialmente, ogni cosa che noi carichiamo in rete è acquisibile e consultabile da chiunque.

Leggo spesso di gente che si lamenta del fatto che una foto è stata presa e utilizzata per altri scopi: fermo restando che spesso questo può trasformarsi in reato, basterebbe stare un po’ più attenti. O quantomeno, essere consapevoli che la nostra vita è facilmente tracciabile su internet.

A questo proposito, ho trovato un video molto interessante che in breve spiega il mio ragionamento.

Guardatelo e riflettiamo un po’ tutti quanti: la rete ci segue e la colpa è principalmente nostra che ci facciamo seguire.

Dalle musicassette a iTunes…

Qualche giorno fa, mi è capitato di dare un’aggiustata al mio impianto HiFi. Da quando esistono gli MP3 e tutta la musica si conserva nei nostri computer, gli impianti con lettore di musicassette e CD non hanno molta ragione di esistere.

Ricordo che fino a qualche anno fa andavo a comprare qualche compact disk, adesso scarico tutto dalla rete. La musica la porto in autoradio tramite chiavetta USB e il mio bell’impianto è di fatto andato nel dimenticatoio.

Qualche giorno fa, dicevo, mi è capitato di rimettere in funzione il mio impianto HiFi e nel cassetto sotto mi è capitato di ritrovare le musicassette che facevo fino a qualche anno fa. Io, quel periodo l’ho vissuto per un pelo: il passaggio dalla cassetta al CD e successivamente alla musica digitale.

Quando ero ragazzino, facevo le compilation con le canzoni che registravo direttamente dalla radio: non si poteva beccare la canzone dall’inizio e si finiva quasi sempre con il perdere la parte iniziale. Nel finale, poi, o si registrava anche l’inizio della canzone successiva o la voce del deejay di turno.

Bei tempi, dicevo. Quando si aspettava il momento, quando non si aveva tutto subito.

Oggi ho preso quelle cassette che ho trovato e le ho riascoltate: c’erano dentro alcune canzoni che avevo dimenticato, alcuni brani che mi hanno accompagnato per parecchio tempo e altri che ho ascoltato solo per qualche giorno. Ricordo che quando finiva la cassetta, la si girava e si ascoltava l’altro lato, oppure se la canzone ci piaceva tanto la si portava indietro, ma inevitabilmente non si beccava mai il momento in cui iniziava daccapo.

Non sarà la stessa cosa, ma proprio questa sera ho scaricato venti delle varie canzoni che mi è capitato di risentire. Le metto qui, una dietro l’altra, per futura memoria:

Certe notti (Ligabue)

Hanno ucciso l’uomo ragno (883)

Mare mare (Luca Carboni)

La solitudine (Laura Pausini)

Laura non c’è (Nek)

50 special (Lunapop)

Ti sento vivere (883)

Un’estate italiana (Edoardo Bennato e Gianna Nannini)

Il battito animale (Raf)

Tranqui funky (Articolo 31)

Gente come noi (Ivana Spagna)

Dolcissimo amore (Irene Grandi)

Cinque giorni (Michele Zarrillo)

El diablo (Litfiba)

Bella stronza (Marco Masini)

Canzone (Lucio Dalla)

Alle venti (Audio 2)

Io per lei (Pino Daniele)

Le ragazze (Neri per caso)

Sì o no (Fiorello)

Grillo e le elezioni in Sicilia

Prendo spunto da un piccolo scambio di opinioni sulla mia bacheca Facebook, per esprimere la mia maniera di vedere le cose sulle imminenti elezioni che eleggeranno il nuovo governatore della regione Sicilia e i vari consiglieri.

La situazione nella regione in cui vivo è allo sfascio da parecchi anni, basti pensare che gli ultimi governatori sono stati condannati o comunque indagati per mafia. Detto ciò, quello che si prospetta è un quadro politico profondamente mutato rispetto a qualche anno fa.

Beppe Grillo ha pensato bene di sfruttare l’occasione per fare un incredibile tour che ha toccato gran parte dell’isola con migliaia di persone a suo seguito ogni volta.

Qualche giorno fa, scrissi

parlando di cose serie, un giorno qualcuno mi spiegherà perché l’unico leader di partito a capire l’importanza delle elezioni in Sicilia è stato Grillo..

Sono stato bonariamente ripreso da qualcuno, il quale mi faceva notare che “le elezioni in Sicilia sono state sempre importanti e reputate tali a livello nazionale”: non sono d’accordo. O meglio, non lo sono più. E’ indubbio il fatto che una certa parte politica abbia sfruttato la Sicilia per proprio tornaconto. Ricordo qualche anno fa, quando si diceva che Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia, sono importanti termometri elettorali. Ma adesso? I vari leader politici nazionali non hanno di fatto lanciato la campagna elettorale, facendo prendere la patata bollente a chi è radicato nel territorio. Basti avere un po’ di memoria: alla precedente tornata elettorale, vennero in visita per appoggiare i vari candidati Berlusconi, Fini, Vendola, Di Pietro, Veltroni, Franceschini, Di Liberto. Basti leggere le cronache sui giornali. Nell’ultima settimana, invece, si sono visti soltanto Fini(relegato dentro un cinema a chiudere la campagna del candidato Miccichè), Di Pietro e nessun’altro(almeno che io abbia letto).

Sebbene chi abbia una certa età sostenga che le elezioni in Sicilia siano sempre state reputate importanti a livello nazionale, adesso, nel 2012, questo ragionamento è di fatto decaduto. E’ un dato di fatto.

In tutto questo, Beppe Grillo ha fiutato l’affare e si è buttato a capofitto. Basti seguire un qualsiasi suo comizio per capire che quello che sostiene non è completamente realizzabile. Gli esempi sarebbero vari e facilmente reperibili: rimando alle vostre ricerche su Google. Detto ciò, il “fenomeno Grillo” è molto interessante dal punto di vista sociologico, così come lo fu Berlusconi nel 1992. Semplificando il concetto, la gente si vuole sentire dire alcune cose e Grillo gliele dice. Non importa quanto siano realizzabili. Giusto il paragone con l’impronta demagogica che ha dato Berlusconi nel suo ventennio. Grillo, però, ha intercettato il malessere “di pancia” dell’elettorato. Berlusconi lavorò molto sull’onda lunga. Personalmente penso che il candidato grillino rischi una percentuale clamorosa di consenso: ovviamente non per meriti suoi, ma per demeriti di una classe politica che negli ultimi trent’anni(e forse più) si è dimostrata incapace di governare.

Anche questo, però, potrebbe sembrare un discorso qualunquista e demagogico: non penso che tutti siano uguali e che tutti abbiano rubato. Penso che all’interno di ogni partito politico ci sia la persona perbene. Il fatto è che ormai è così tanta la merda che ci viene proposta tramite i mezzi di comunicazione, che la gente voglia comunque provare qualcosa di nuovo. Ho ricevuto parecchi “consigli” su candidati da votare: ormai la rete è un luogo dove potere leggere le informazioni che più ci interessano. Non ho trovato nessuno senza macchia.

Per il resto, a chi sostiene che il Movimento Cinque Stelle non sia un partito politico, non posso che dire di essere in disaccordo totale: il Movimento e Grillo fanno politica a tutti gli effetti, così come la fanno tutti gli altri. Poi sta nella serietà delle persone, dire quello che nel concreto si può fare e cosa no. Come italiani(e ancor più come siciliani), abbiamo preso una grande batosta con Berlusconi: adesso abbiamo voglia che le cose cambino e per questo ascoltiamo con più attenzione chi non ha mai detto la sua, nella speranza che sia “diverso” dal precedente

Qualcuno ha scritto sulla mia bacheca Facebook “Hanno paura delle piazze, Grillo invece ci sguazza”: in una riga, il concetto è proprio questo. Il vecchio modo di fare politica è morto da tempo e il populismo sfrenato di Grillo, rischia di fare da grimaldello in cabina elettorale.

Sinceramente, poco mi interessa chi vincerà: a prescindere dal risultato, penso ci sarà un ridimensionamento delle forze politiche che fino a ora hanno governato e un risultato importante del movimento di Grillo.

L’antipolitica si è fatta politica e questo è un fattore con il quale fare i conti da lunedì in poi.

Basta fare quattro conti

Secondo gli ultimi sondaggi elettorali, i partiti hanno al momento queste percentuali di gradimento.

Sapete quanto questo blog appoggi da tempo l’operato di Matteo Renzi e quanto voglia che vinca le primarie del centrosinistra, ma non voglio scrivere di questo.

Voglio soltanto fare un ragionamento prettamente politico/pratico, sperando che qualcuno del PD mi legga e riferisca.

Rompete tanto le palle con queste alleanze.. IDV e SEL no, perchè non stanno gradendo l’agenda Monti, UDC no per non snaturare l’impronta di sinistra(quale sinistra, poi? Vabbè, questa è un’altra storia…)… ok… lo capite che basta sceglierne uno(velocemente) e rendersi credibili per vincere a mani basse, no? Tanto, stando ai numeri, tutti saranno obbligati a stringere alleanze! Mettetevi d’accordo subito(e non tutti insieme, sennò finisce come l’ultimo governo Prodi! Altro che foto di Vasto!) e presentatevi con una proposta seria davanti all’elettorato. Mentre voi cazzeggiate, Silvio si sta organizzando… non lo capite soltanto voi!

Se riuscite anche questa volta a farvi recuperare grazie alle vostre beghe interne, mi fate venire voglia di votare Storace!

Rotten e i tempi che furono

Non ricordo dove, ma qualche giorno fa un articolo letto distrattamente sul mio iPad chissà dove, mi ha fatto ricordare un mucchio di cose: quell’articolo parlava di Rotten.com

Chi, come me, ha visto nascere la rete e ne ha esplorato le sue potenzialità piano piano, non può non averlo mai sentito nominare.

Rotten era un sito conosciuto da quasi tutti gli internauti alla fine degli anni 90, nel quale venivano pubblicate delle foto che all’epoca non si potevano vedere da nessuna altra parte. Porno? Ma neppure per idea! Rotten conteneva immagini di morti violente, gente che con le proprie feci faceva di tutto, animali trucidati e così via.

Andavo al primo anno delle superiori: tutti conoscevamo Rotten ma tutti facevamo finta di nulla. Con i compagni più stretti, aspettavamo di andare in aula informatica per potere accedervi, visto che lì c’era la linea più veloce rispetto a quella di casa. Per aprire una foto con i nostri modem 56K ci stavamo almeno 40 secondi e molti di noi si coprivano gli occhi davanti allo schermo, per paura di vedere qualcosa di troppo forte.

Oggi, sono andato a controllare dell’esistenza di Rotten.com e.. esiste ancora.

Se a quindici anni quelle immagini davano quel senso di proibito, adesso non più: è stato interessante andare indietro con la memoria e ripensare a cosa combinavo e a cosa vedevo.

Quelle immagini mi turbano più adesso che allora.

E’ così strano?

Le presunte novità dell’iPhone 5

Sembra quasi che questo blog si svegli soltanto quando stanno per essere presentati nuovi prodotti Apple: il fatto è che qualcuno di voi mi ha scritto in privato per invitarmi a fare il punto della situazione sui rumors che accompagnano l’uscita del nuovo prodotto di Cupertino.

Beh, ho fatto qualche ricerca ed ecco a voi le presunte novità con la percentuale di possibile inserimento nel prodotto che verrà presentato domani:

- schermo più grande(95%): al momento l’iPhone 4S presenta uno schermo da 3.5 pollici. Molto probabilmente domani ne vedremo uno da 3.7 o addirittura da 4 pollici.

- predisposizione per reti 4G(95%): sebbene ancora il servizio in Italia sia in fase embrionale, nulla di strano che il nuovo iPhone supporti le reti di nuova generazione che permetteranno una velocità dati superiore dell’attuale. Tecnici giapponesi hanno dichiarato che questa nuova tecnologia permetta di ricevere fino ad un massimo di 100 MBit/S in movimento e 1 GBit/S in posizione statica. Considerando le attuali reti 3G, il balzo in avanti sarebbe eccezionale.

- batteria più potente(60%): il vero problema degli smartphone, è sempre quello della limitata durata della batteria. Apple ha presentato vari brevetti a riguardo e nulla di strano che ne abbia utilizzato qualcuno per la progettazione del nuovo iPhone. In ogni caso, sembra avere recuperato un po’ di spazio per quantomeno inserire una batteria più grande.

- processore A6(95%): anche questa sembra quasi certa. Il nuovo iPhone sarà più potente, con un cuore quad-core. Di solito la Apple ha sempre migliorato questo aspetto di generazione in generazione. L’iPhone 4S monta un A5, l’iPad di terza generazione un A5X. Considerando che parecchie società già montano il nuovo processore, sembra quasi impossibile che Apple non si adegui.

- RAM a 1 GB(95%): sempre per lo stesso discorso fatto prima, anche qui sembra difficile che l’azienda di Cupertino non si adegui a quello che gli succede intorno.

- spazio da 32 a 128 GB(60%): al momento, i “tagli” di memoria sono 16, 32 e 64 GB. Si vocifera che verrà abbandonato il taglio da 16 GB a favore di uno da 128GB. Sebbene in futuro sarà praticamente certo questo upgrade, non sarei così sicuro che questo avvenga con la prossima generazione di iPhone.

- nuovo mini dock connector(95%): molto probabilmente il nuovo iPhone avrà un nuovo tipo di attacco con un dock a 9 pin.

- obbligo di nano SIM card(50%): Apple qualche anno fa con la presentazione dell’iPhone 4, obbligò i gestori ad adottare le micro sim. Adesso sembra che voglia rimpicciolire ancora di più le schede operatore, portandole proprio al minimo.

- lettore biometrico integrato sul pulsante Home(10%): l’idea è quella di sbloccare il telefono appoggiando il polpastrello sul tasto fisico in basso. Questo, ovvio, per una questione di privacy e per rendere praticamente inutile il furto di un iPhone. Sembra difficile venga inserito a breve, sebbene sia uno dei brevetti Apple.

- tecnologia NFC(20%): in un prossimo futuro, tutti i nostri pagamenti, potranno essere effettuati tramite smartphone. Con l’ausilio di specifici apparecchi, basterà passare il nostro telefono sopra un lettore e il gioco sarà fatto. La tecnologia NFC è proprio questo. In Italia(neanche a dirlo) questo sembra ancora distante anni luce, ma non si può escludere che la Apple inserisca questa tecnologia nel nuovo iPhone.

Per quanto riguarda i prezzi di vendita del nuovo iPhone 5, pare possano essere identici a quelli dell’uscente iPhone 4S (659 il 16 GB, 779 il 32 GB e 899 il 64 GB).

Questo in breve quello che possibilmente vedremo domani. Difficilmente Apple porterà qualche eclatante novità. Per il resto, non ci resta che aspettare le 19 di domani, quando allo Yerba Buena di San Francisco verrà presentato il nuovo prodotto della Mela.

Pausa…

Questo blog, e mi rendo conto che ve ne sarete resi conto da soli, è in pausa.

Per carità, idee ce ne sono tante, ma spesso e volentieri manca la voglia o il tempo(più la prima che la seconda, ma questa è un’altra storia)di metterle in atto.

Non so se tornerò a scriverci, ma sinceramente penso di sì: è stato un anno personalmente un po’ difficile, ma a breve conto di prendermi un po’ di tempo e rimettere in sesto questo progetto.

Se dovesse capitare di ricominciare a scrivere in maniera assidua, non so quando questo accadrà. Magari mai, o magari domani o tra una settimana, chissà. Se nel frattempo volete continuare a leggere quello che scrivo, potete seguire il mio profilo twitter o(come parecchi di voi hanno già fatto) trovarmi in uno dei social indicati alla destra.

Arrivederci a tutti, a prescindere dal dove.

John Holmes(una vita per il cinema)!

Anche a uno dei migliori siti di news in Italia, può capitare di cadere su di una buccia di banana.

Certo che confondere James Holmes con John Holmes, fa veramente ridere…

Chi sono questi due? Beh, James Holmes è il pazzo che ha pensato bene di entrare in un cinema di Denver e uccidere una dozzina di persone, John Holmes invece… beh…

Le cose importanti

Ormai da qualche mese ho comprato macchina nuova. Dopo anni di onorato servizio, il mio bolide(così chiamavo la mia amata Fiat 600.. ah quante ne abbiamo passate insieme!) ha deciso di lasciarmi a piedi, così sono stato costretto a rottamarlo.

Non è stato facile scegliere il modello giusto, con le giuste funzioni. Ricordo che una mattina sono andato in un concessionario per un preventivo, e il venditore mi disse “sa, dentro, quella macchina lì, ha una cosa avveniristica che quando ti fermi al semaforo lei si spegne”. Bello, pensai. Poi ho riflettuto sul fatto che quella funzione mi ricordasse troppo quando in campagna si rimaneva a piedi con il motorino di un mio amico e ho lasciato perdere.

Ho fatto un altro giro e un’altra casa automobilistica mi ha proposto di mettere i cerchi in lega. “Sa, sono compresi nel pacchetto, sennò li dovrebbe pagare quasi mille euro in più”. Lo guardavo e lui continuava: “Poi c’è anche il climatizzatore bizona e una presa per l’accendisigari!”. L’ho fermato un attimo, poi ho iniziato: “Senta, ma se a me i cerchi in lega non interessano? E se non mi interessa neppure il supertecnologico condizionatore bizona? E l’accendisigari?”. Mi ha guardato come un pezzente e mi ha fatto un preventivo, quasi infastidito. Neanche a dirlo, quel posto non mi ha visto più.

Poi, ho cercato su internet e ho trovato la marca e gli equipaggiamenti che facevano per me: adesso sono proprietario di una automobile che mi soddisfa in pieno. La mia macchina nuova mi piace davvero tanto. L’ho chiamata Pryntyl, perché mi ricorda una canzone di Capossela. Credo di avere fatto proprio una bella scelta: modello, colore, interni. Come li volevo.

Mi dà soddisfazioni quando premo il telecomando e lei accende le quattro frecce, facendo scattare le sicure. Mi piace proprio.

Pensate, ha dentro un computerino che mi permette di collegare telefono, iPod e una chiavetta USB. E’ tutto touch. Ha il navigatore satellitare integrato, sedili regolabili come voglio anche in altezza, basta cliccare dei tasti e si muovono gli specchietti.

Tutte cose perfettamente inutili.

Un po’ come i cerchi in lega, il climatizzatore bizona e l’accendisigari. Ah, e il sistema Start/Stop!

E’ un dato di fatto: viviamo in una società dove il superfluo ci sembra necessario e le cose importanti si trovano sempre più in secondo piano. Riflessione scontata? Sicuramente, ma ogni tanto, su certe cose è meglio fermarcisi qualche minuto…

L’informazione ai tempi dei social network

Negli ultimi tempi si è verificato un numero sempre crescente di casi in cui sono state rilasciate, con diverse modalità, da parte di dipendenti e collaboratori dell’Azienda, dichiarazioni improprie agli organi di informazione. Alla luce dell’evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, quanto stabilito con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve intendersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari. [...] Si ribadisce che non verranno tollerati comportamenti in contrasto con la richiamata normativa aziendale. 

Quello che avete letto, è uno stralcio della normativa aziendale che l’ex(?) direttore generale della Rai Lorenza Lei, ha firmato.

Poi uno si domanda il perché Sky continua a battere record su record. E’ così tanto complesso capire che ormai la gente non è più quella di dieci anni fa? E’ così difficile capire che l’evoluzione dei mezzi di informazione passa per la rete?

Il livello qualitativo della RAI è ormai in caduta libera: basti vedere una partita degli Europei per rendersi conto dell’abisso tra RAI e Sky. E’ inutile girarci intorno: la funzione di servizio pubblico che fino a qualche anno fa apparteneva esclusivamente alla TV di stato, adesso è nelle mani della Tv di Murdoch con le sue dirette, i suoi approfondimenti e con la settorialità della programmazione in base ai gusti di ogni utente.

Tutto questo, condito con una forte partecipazione da parte dei telespettatori tramite i social network: è questa la nuova frontiera della comunicazione e strano che in RAI non ci siano arrivati, nonostante sia già da anni che la direzione è ben delineata.

Sky non ha i diritti per trasmettere gli Europei? Le dirette in RAI non sono che uno spot incredibile per la TV satellitare…

Il Re dell’Est

Io, Andry Shevchenko con la maglia del Milan lo ricordo bene.

Ricordo i suoi gol, quelli in Champions, quelli in campionato. Ricordo quando andò via dal Milan e il bacio sulla maglia del Chelsea.

Ieri ha segnato due gol alla sua maniera, di testa come ai bei tempi del Milan: serata da incorniciare per il bambì di Kiev, davanti al suo pubblico, nel suo stadio e nella sua città.

Suo avversario Ibrahimovic che rappresenta il Milan attuale. Strani scherzi fanno i calendari e il destino: l’attaccante vecchio a fine carriera che segna nella sua città contro la squadra di uno dei giocatori più forti al mondo, cannoniere della sua ex squadra di club.

E’ bello quando il calcio, ancora oggi, riesce a raccontarci qualche favola.

Tutte le novità dal WWDC 2012

Apple ha ieri presentato una serie di novità durante il WWDC: per i pochi che ancora non sanno quali siano le novità del mondo della Mela, ecco a voi un sunto delle principali:

- è stato presentato il nuovo sistema operativo per i computer desktop: si chiamerà Mountain Lion e sarà disponibile per il download già dal luglio al prezzo di 15.99$. Durante il keynote, sono state mostrate alcune delle novità: intanto, una maggiore integrazione con iCloud, per poter sincronizzare documenti, contatti, impegni di calendario, musica, messaggi e altro tra i propri dispositivi fissi e mobili. Altra novità è Power Nap che permette di sincronizzare i propri dati nella nuvola, attivare backup automatici con TimeMachine anche quando il computer è in sleep e altre piccole funzioni. Il prezzo per il mercato italiano, dovrebbe oscillare tra i 15 e i 20 euro.

- sono stati aggiornati i MacBook Air: i nuovi modelli non sono stati modificati per la parte estetica, ma solo per la parte hardware. Le novità riguardano i nuovi processori Ivy Bridge di terza generazione che partono dalla potenza di 1,7 GHz in versione i5, fino ad arrivare a 1,8 GHz. Potenza che sale a 2,6 GHz fino a 2,8 GHz mediante il Turbo Boost. La memoria parte da 4 GB, mentre il disco fisso SSD parte da 64 GB, con la possibilità di arrivare fino a 512 GB. Questi nuovi modelli contengono le nuove USB di terza generazione.

- aggiornati anche i MacBook Pro: disponibili in versione da 13″ e 15″. Hanno un processore che parte da 2,5 GHz dual core e arrivano a 2,6 GHz quad core in versione i7. Il disco fisso parte da 500 GB per arrivare anche a 1 TB. Anche qui, porte USB di terza generazione e anche porta Thunderbolt a 10 Gbps.

- novità interessante è il MacBook Pro con retina display. Spesso poco più del MacBook Air, pesa poco più di 2 kg. Il display è grande 15,4″ e ha una risoluzione di 2880 x 1800 pixel. I processori partono da 2,6 GHz e arrivano a 3,6 GHz. La memoria interna, invece, parte da 8 GB ed è espandibile fino a 16 GB.

- anche se non sono stati oggetto del keynote, sono stati aggiornati anche i Mac Pro: il modello base adesso parte da un processore da 3,2 GHz. Questo genere di computer sono stati pensati per un’utenza professionale, per cui sono fortemente personalizzabili. La versione più potente, costa 3149 euro.

- le novità più rilevanti, arrivano da iOS 6, cioè il sistema operativo per dispositivi mobili, cioè iPhone, iPad e iPod touch. Le funzioni aggiunte sono molteplici. ”Facebook” sarà nativa direttamente sul sistema operativo. ”Mappe”, non sarà più un servizio offerto da Google, ma da Apple in prima persona. ”Siri”, finalmente viene fornito in 15 nuove lingue tra le quali l’italiano. Nuovo elemento sarà “Passbook”, un sistema che permetterà di salvare tutte le password, senza ogni volta digitarle. La gestione delle chiamate, sarà più facile e permetterà di mandare direttamente un SMS quando non si potrà rispondere nell’immediato. Sono oltre 200 le novità introdotte da iOS 6. Il nuovo sistema operativo è disponibile da subito soltanto per gli sviluppatori, ma sarà possibile scaricarlo gratuitamente quando sarà disponibile il nuovo iPhone(presumibilmente dal prossimo autunno). La compatibilità richiede almeno un iPhone 3GS, un iPad 2 o un iPod Touch 4.

Queste le principali novità: quella che ci interesserà più nell’immediato è la possibilità di scaricare tra un mese circa il nuovo sistema operativo per i computer desktop. Per il nuovo iOS 6, dovremmo aspettare ancora qualche mese.

Buona la prima

Quando ero piccolo, giravo le pagine una dopo l’altra, sotto gli sguardi perplessi dei grandi che non credevano che, in così poco tempo, fossi riuscito ad assimilare una quantità di parole maggiore di quella che avrebbero assimilato loro.

Sono sempre stato velocissimo a leggere. Magari lento a scrivere, ma veloce a leggere. Quando alle superiori o all’università dovevo prendere appunti, rimanevo sempre un po’ indietro e mi mancava sempre la parte finale del discorso che il professore stava facendo. Poi ho capito che forse era più produttivo stare attento e leggere i libri a casa e così ho trovato il mio metodo di studio.

Ero(sono) impaziente, vorace.

Entro nelle storie e voglio sapere come vanno a finire. Divoro le parole per arrivare il prima possibile alla conclusione.

Anche la mia vita, l’ho sempre sfogliata veloce, così veloce che ogni tanto perdo qualche pezzo. Ci sono momenti che racconto con più voglia e altri che non voglio più leggere: alcune pagine sono rovinate, altre ho cercato di strapparle ma non possono venire via.

Poi succede che arrivo alla pagina dell’oggi ed è bello vederla prima tutta bianca e poi scritta. Per quanto io possa andare veloce, la pagina del domani è ancora lì. Per non parlare della pagina del dopodomani o di quella che racconta la mia storia tra un mese o tra un anno.

In mio problema è che mi piace leggere e difficilmente mi sono messo a scrivere: aspetto che qualcuno lo faccia per me. Sbagliando.

Poi, ogni tanto incontro qualcuno o mi succedono cose per le quali vale la pena riprendere a scrivere: così vorrei leggere immediatamente il mio nuovo capitolo ma non si può. La prossima pagina verrà scritta domani e domani e domani ancora. Non c’è possibilità di cancellare tutto e riscrivere: è sempre buona la prima.

Oggi mi è capitato di leggere velocemente con te la mia vita negli ultimi dodici mesi: abbiamo parlato di barriere, matrioske, viaggi, mare, dell’importanza delle parole, di Pina Baush, di sbagli e di case da affittare. Poi stasera ho ballato caraibico, bevuto birra con tequila e fumato narghilè. Adesso sto rileggendo la pagina di oggi e sai che ti dico? Che nonostante tutto, questa sarà una pagina che rileggerò sempre con voglia e con molta lentezza.

Giusto per assaporare quello che comunemente chiamiamo serenità.

Chi vivrà, vedrà

Mi sono fermato due secondi a riflettere di quante opinioni diverse ci possano essere su come far nascere, crescere e gestire una storia d’amore.

Ho un’amica che è convinta che si deve conoscere una persona, poi si diventa amici, poi ci si innamora e ci si fidanzi. Ora effettivamente sta con uno che ha conosciuto a lavoro ed è felice.

Poi ho un amico, che la vede in maniera diversa: all’inizio c’è interesse, poi c’è una fase di innamoramento che dura poco e poi si finisce con l’adattarsi all’altra persona. Questo qui ha conosciuto una ragazza, era molto preso, ora hanno litigato ma a lui manca. La chiama e le dice che cambierà.

Un amico, pensa che bisogna vivere ogni giorno come l’ultimo, per cui non ha senso stare con nessuna: un domani, quando non avrà più nulla da chiedere alla vita, allora finirà per cercarsi qualcuna.

Poi ho un’amica che pensa che l’amore sia un continuo colpo di fulmine. Si innamora dieci volte in un anno, perché appena passa il periodo iniziale, poi finisce per pensare subito a qualche altro. Lascia la persona con cui sta e comincia ogni volta daccapo. Lei dice che è bello così, ma in fondo non lo vedo sempre così felice.

Altro punto di vista: un’altra mia amica dice che tutti gli uomini sono dei porci. Sta con il suo ragazzo e sembra felice. Sostiene che non esiste la felicità, ma che i piccoli momenti di serenità, sono soltanto pause tra un dolore e un altro.

Infine, conosco una persona che pensa che l’amore sia colpo di fulmine, perdita della ragione, consapevolezza e affrontare insieme ogni problema con la forza che soltanto due persone innamorate insieme possono generare. Vedo nei suoi occhi la felicità, anche perché dice “Ma se nei momenti in cui non tutto va per il verso giusto abbandonassi la nave, sicuro starei meglio?”

Vai a capire chi di questi abbia ragione…

Riflessioni durante un giro notturno

Che poi, non lo so perché beviamo così tanto.

O meglio, probabilmente adesso riesco a guardare tutto con il dovuto distacco: ho 28 anni e ricordo bene quando uscivo la sera con il solo intento di trovare lo sballo. Non lo facevo di sabato, ma spesso di venerdì: con i miei amici, dicevamo che “il venerdì è meglio del sabato”, un po’ perché evitavamo il casino di gente del weekend, un po’ perché il sabato si usciva con le ragazze alle quali dava fastidio tanto alcool.

Adesso mi capita di bere un bicchiere in più soltanto per poche occasioni e in ogni caso riesco sempre a fermarmi molto prima che lo sballo abbia il sopravvento. Tra un litro di birra e un buon bicchiere di vino, preferisco il secondo, ma penso sia semplicemente il gusto che si è andato affinando.

Ricordo ancora le risate senza motivo durante la festa di diciotto anni di una mia amica, durante i festeggiamenti del Palermo in serie A, per la Champions vinta dal Milan contro la Juventus o nel primo giorno di vacanza quando in dieci affittavamo un villino per trascorrere qualche giorno insieme.

Adesso questi giorni non ci sono più e credo sia giusto così.

Stasera ho fatto una lunga passeggiata a piedi e sono arrivato fino a dove negli anni passati trascorrevo le notti con la mia comitiva, in compagnia di un quattro bianchi o di birre gelate. C’erano alcuni ragazzi che bevevano: uno di questi aveva esagerato ed è automaticamente diventato l’attrazione per gli altri. Urlava, diceva delle cose senza senso e quando qualcuno gli chiedeva, non faceva altro che dire “Tranquilli,  non sono ubriaco”. Lui rideva, inciampava e tutti ridevano.

Mi sono venute in mente quelle serate di qualche anno fa: anche io mi sono ritrovato in quella situazione, anche io ho detto quella frase e mille volte l’ho sentita dire.

Poi si cresce, si beve meno, gli amici se ne vanno: insomma, si capisce che quei momenti possono esistere solo in particolari anni della tua vita.

Adesso non si cerca più lo sballo: si cerca come allora di fare qualcosa di diverso e anche questi momenti passeranno. Si fanno esperienze, magari ci si abitua e poi si cercano sempre nuove cose che non si sono mai provate.

Proprio stasera ho capito che nel bene e nel male, tutto passa: quando mi sono messo a guardare quei ragazzi, ho notato che loro mi scrutavano con diffidenza. Probabilmente hanno pensato che quel tizio solitario con il sigaro in bocca, fosse un poliziotto o qualcosa di simile.

Ho preso anche io una birra e sono andato via: anche per loro arriverà il momento in cui faranno queste riflessioni e con molto più pudore se le terranno per loro, invece di scriverle da qualche parte.

O forse no.

Un abbraccio per una Coca Cola

In quanto a campagne non convenzionali, penso che Coca Cola sia una delle prime aziende al mondo.

A Singapore, hanno pensato bene di piazzare un distributore automatico che rilasciasse la famosa bibita solo dietro il pagamento di un abbraccio.

Allora perchè non coinvolgere tutti in un abbraccio collettivo? I risultati, qui di seguito…

La più bella proposta di matrimonio di sempre

Ancora non ho capito se quest’uomo è un pazzo scatenato o un fottutissimo genio.

In ogni caso, chi non vorrebbe avere un fidanzato come quello di Beth?

Il fattore umano

Vengo appassionato dal calcio, anche(o forse soprattutto) grazie al fattore umano.

Il calciatore commette un errore, gli animi che si possono anche scaldare, gli arbitri che sbagliano, in fondo fanno parte del gioco: mi annoierei molto di più se una partita venisse arbitrata(o giocata) da un robot.

Pare che la Fifa entro il primo luglio, darà il suo placet per l’utilizzo di una fotocellula che possa indicare con assoluta certezza, quando il pallone è entrato in porta.

Sarò anche l’unico a pensarla così, ma questo mi mette un po’ di tristezza: preferirei che tutto rimanesse sotto il controllo degli uomini. Certo, difficile sostenere questo davanti a qualcuno che con un errore può perderci campionati..