In ricordo di Simoncelli
Tanti dalle 11 di ieri, scrivono una frase, un ricordo o un pensiero per la morte di Marco Simoncelli.
Questa mattina Nicola Savino su Radio Deejay, sosteneva che sarebbe meglio aspettare un po’ prima di mettere nero su bianco qualcosa, perchè spesso quello che si esterna nell’immediato non è proprio quello che si vorrebbe dire.
Inconsciamente ho seguito il suo consiglio e ne scrivo solo adesso.
Non ho mai seguito Marco Simoncelli più di tanto: certo, ho visto qualche gara, sapevo perfettamente chi fosse, ma oltre al fatto che fosse pieno di ricci, avesse vinto qualche anno fa la 250 e che quest’anno avesse fatto qualche pole, beh, non lo conoscevo molto.

Di tutta questa vicenda, a me resterà impressa l’immagine del padre che esce dalla clinica mobile per confermare la terribile realizzazione di una evenienza che per forza di cose aveva già messo in conto.
Perchè con un mestiere del genere, un pilota e tutti i suoi cari, devono mettere in conto che la disgrazia può avvenire.
Poi, si può discutere sul destino, sul fatto che sia stato tremendamente sfortunato, ma bisogna anche dire le cose come realmente stanno: gli incidenti a 200 chilometri orari avvengono e può anche succedere che con tutte le precauzioni del caso, qualcosa non vada per il verso giusto.
Perchè anche noi dobbiamo mettere in conto che la morte arrivi così all’improvviso.



