L’inutilità del movimento dei forconi
Da ieri e fino a venerdì, la mia Sicilia rimarrà bloccata per lo sciopero di autotrasportatori, agricoltori, pescatori, edili e disoccupati che stanno davvero paralizzando l’isola.
Posti di blocco ovunque. Dagli accessi autostradali di Palermo e Catania al porto di Messina. In Sicilia non ci si può muovere e se già oggi la situazione pare insostenibile, non oso pensare alla situazione tra tre giorni.
Oggi, per esempio, ho perso più di mezz’ora a fare benzina(un pieno, oltre 65 euro, ma lasciamo stare, sarebbe un altro discorso) e oltre un’ora per il GPL: la strada per arrivare al porto(zona che devo attraversare per tornare a casa), è risultata intasata di camion. Ingorghi ovunque. Città bloccata.
Cerco di capire le motivazioni, ma sarà il mio essere pacato e rispettoso delle regole, non riesco proprio a comprenderle: o meglio, chiedono tutti meno tasse e più lavoro(la demagogia, inoltre mi disturba sempre un po’) scrivendo frasi pesanti, ma non credo questo sia il modo corretto per ottenerli.
Bisognerebbe che chi ci rappresenta, facesse sentire concretamente la propria voce: il male della Sicilia è la cattiva politica che ci ha governato dal dopoguerra in poi e non saranno sicuramente questi giorni di sciopero a risolvere la situazione.
Come scrissi già qualche tempo fa, si avverte nell’aria il vento di cambiamento: speriamo questo soffi presto anche sulla mia amata isola…










