Vincere e sopravvivere

Tempo fa, scrissi una nota sul mio profilo Facebook.

Oggi, mi sembra giusto togliere un po’ di polvere da quelle parole, per ricordare chi da tre anni non c’è più…

Da bambino, qualche volta, giocavo a pallone. Mettevo i pantaloncini, la maglietta, prendevo l’acqua o del the e correvo allo spiazzale dove c’erano altri ragazzini. Un mio amichetto, con il quale trascorrevo giornate intere, ogni tanto, durante la partitella, si fermava per qualche minuto e cominciava a delirare. Sembrava totalmente fuori di senno: faceva i Cavalieri dello Zodiaco, l’Uomo Tigre o altre cazzate del genere. Si metteva lì, serio, mi guardava e urlava “Fulmine di Pegasus!”, e lì legnate al primo bambino che gli capitava sotto tiro(qualche volta sono anche stato io). Aveva il suo mondo e io il mio. Mondi diversi ma che sapevamo far conciliare. Finito di giocare, tutti a casa a lavarci. Basta. Ognuno ritornava alla sua realtà. Io ad ascoltare la radio o a leggere, lui chissà a fare cosa.
Ripensandoci, mi faceva ridere, quando faceva un’imitazione in particolare: quella di Rambo. Lo faceva simile, con tanto di voce e faccia di Stallone. Giocavamo, si fermava e io gli chiedevo cosa avesse. Lui rispondeva “Sono Rambo!”, allora io gli chiedevo, con la voce seria “Tu che cosa vuoi, Rambo?” e lui rispondeva(a tono, come nel film) “Vincere… e sopravvivere!”.
Le estati sono passate e ormai da tempo non vado più su quello spiazzale.
Per anni, però, quando mi è capitato di vedere di sfuggita Rambo in TV, non potevo che pensare a lui. Pensavo a quando prendeva la sua canottiera, la toglieva, rimaneva a petto nudo, ne faceva una striscia e se la metteva intorno la testa.
Fino a oggi, quel bambino non sapevo che fine avesse fatto. Stanotte, ho scoperto che non è andato oltre i suoi venticinque anni: la velocità, l’alcool e i sabato sera, lo hanno portato lontano da questa terra, circa due anni fa. Appena l’ho saputo, ho bevuto un succo di frutta alla sua salute(pera, come piaceva a lui), sperando che spuntasse all’improvviso per farmi almeno un’ultima volta Pegasus, Holly di “Holly e Benji” o chi per loro. Oggi, probabilmente ci saremmo sbronzati insieme e ci saremmo fatti un sacco di risate. Gli avrei raccontato delle volte in cui gli altri bambini, per vendicarsi degli schiaffi, gli avevano pisciato nella borraccia. Gli avrei detto che non mi piaceva giocare con il SuperSantos ma che preferivo il pallone di cuoio. Gli avrei detto che non mi piaceva quando scavalcavamo per andare a prendere i fichi d’india, perchè poi finiva sempre che la sera mi ritrovavo le mani piene di spine e mia madre si incazzava. Gli avrei detto che quella bambina che ci guardava da dietro un cancello, piaceva anche a me.
E poi gli avrei confessato, tra una risata e l’altra, che avrei voluto anch’io.
Sì.
Avrei voluto vincere anch’io. E sopravvivere.
Ciao Salvo!

One Response to “Vincere e sopravvivere”

  1. magda says:

    da quanto non venivo qui :)
    Magda

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