Buona la prima

Quando ero piccolo, giravo le pagine una dopo l’altra, sotto gli sguardi perplessi dei grandi che non credevano che, in così poco tempo, fossi riuscito ad assimilare una quantità di parole maggiore di quella che avrebbero assimilato loro.

Sono sempre stato velocissimo a leggere. Magari lento a scrivere, ma veloce a leggere. Quando alle superiori o all’università dovevo prendere appunti, rimanevo sempre un po’ indietro e mi mancava sempre la parte finale del discorso che il professore stava facendo. Poi ho capito che forse era più produttivo stare attento e leggere i libri a casa e così ho trovato il mio metodo di studio.

Ero(sono) impaziente, vorace.

Entro nelle storie e voglio sapere come vanno a finire. Divoro le parole per arrivare il prima possibile alla conclusione.

Anche la mia vita, l’ho sempre sfogliata veloce, così veloce che ogni tanto perdo qualche pezzo. Ci sono momenti che racconto con più voglia e altri che non voglio più leggere: alcune pagine sono rovinate, altre ho cercato di strapparle ma non possono venire via.

Poi succede che arrivo alla pagina dell’oggi ed è bello vederla prima tutta bianca e poi scritta. Per quanto io possa andare veloce, la pagina del domani è ancora lì. Per non parlare della pagina del dopodomani o di quella che racconta la mia storia tra un mese o tra un anno.

In mio problema è che mi piace leggere e difficilmente mi sono messo a scrivere: aspetto che qualcuno lo faccia per me. Sbagliando.

Poi, ogni tanto incontro qualcuno o mi succedono cose per le quali vale la pena riprendere a scrivere: così vorrei leggere immediatamente il mio nuovo capitolo ma non si può. La prossima pagina verrà scritta domani e domani e domani ancora. Non c’è possibilità di cancellare tutto e riscrivere: è sempre buona la prima.

Oggi mi è capitato di leggere velocemente con te la mia vita negli ultimi dodici mesi: abbiamo parlato di barriere, matrioske, viaggi, mare, dell’importanza delle parole, di Pina Baush, di sbagli e di case da affittare. Poi stasera ho ballato caraibico, bevuto birra con tequila e fumato narghilè. Adesso sto rileggendo la pagina di oggi e sai che ti dico? Che nonostante tutto, questa sarà una pagina che rileggerò sempre con voglia e con molta lentezza.

Giusto per assaporare quello che comunemente chiamiamo serenità.

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